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C’è tutto un mondo intorno ai denti: Gnatologia ed approccio olistico al paziente

L’odontoiatria moderna si rivolge al paziente proponendo soluzioni sempre più sofisticate e costose per migliorare l’estetica del sorriso, che spesso per il paziente e per il dentista finisce per divenire l’unico obiettivo da perseguire.
Questo approccio non ci deve sorprendere se consideriamo quanti stimoli provengano dalla nostra società fortemente orientata all’immagine e quanto il sorriso sia il nostro biglietto da visita nelle relazioni sociali. Il rischio in questi casi è che ci si focalizzi esclusivamente sull’aspetto puramente tecnico della terapia tralasciando invece di prendersi cura dell’aspetto psicologico e del rapporto empatico fra medico e paziente. Un numero sempre più elevato di soggetti che presentano quadri clinici complessi nei quali il dolore cronico orofacciale è l’elemento preponderante impone un approccio multidisciplinare al paziente. Tra i professionisti più aperti alla sperimentazione e all’orientamento contemporaneo c’è Roberta Silva, odontoiatra a Reggio Calabria e docente nell’ambito del Master di gnatologia clinica all’Università Federico II di Napoli. Questa area di interesse, insieme all’odontoiatria infantile e all’ortodonzia differenzia e valorizza lo studio dentistico nel quale la dottoressa opera quotidianamente. “Mi occupo di sindromi dolorose della regione testa-collo, gnatologia appunto, dal 1991 – spiega Roberta SIlva- convinta del fatto che i ritmi, la solitudine e le abitudini della vita moderna sottopongano l’essere umano a un malessere esistenziale, non sempre cosciente. Il disagio frequentemente si esprime con il dolore. E, se convivere con la sofferenza può diventare insopportabile e penalizzante, l’intero sistema sanitario deve rispondere con una diagnosi e una terapia che tocchino le diverse sfere del corpo e della mente. Ecco perché, oltre ad affrontare clinicamente e tecnicamente il dolore con i mezzi terapeutici di pertinenza odontoiatrica, lavoro a stretto contatto con il fisiatra, lo psicologo, il chiropratico, il neurologo, l’ortopedico, il reumatologo per far sì che non sia eliminato solo il sintomo, ma la causa profonda del malessere”. Roberta Silva ha trasferito nel suo lavoro anche la sua grande passione per i bimbi, dedicandosi all’odontoiatria infantile, branca poco seguita dagli odontoiatri e ben poco richiesta dall’utenza. Ciò avviene per ragioni culturali (“tanto i denti da latte cadono”, ndr), per mancanza di consapevolezza delle conseguenze, anche importanti, che una “banale” carie di un dentino da latte potrebbe portare al fisiologico sviluppo della bocca in età adolescenziale e adulta e, infine, per ragioni legate ai professionisti del settore, non sempre capaci di un approccio positivo con il mondo dell’infanzia e avari del tempo necessario per costruire il rapporto di fiducia con il bambino. “Occuparsi dei piccoli pazienti è essenziale per la salute degli uomini e donne di domani – continua la dottoressa -, ma l’empatia con il bimbo si costruisce entrando nel suo linguaggio, fatto di fantasia, colori e suoni. I bambini sono i pazienti più esigenti: con i nostri strumenti invasivi entriamo nell’organo più importante per l’infanzia, la bocca, attraverso la quale conoscono il mondo, si esprimono e si relazionano. La dedizione, la prevenzione (che passa anche attraverso i pediatri di famiglia, ai quali sono rivolti corsi formativi organizzati dalla Società italiana di ortodonzia, di cui sono responsabile per la Calabria-Sicilia) e il ruolo della famiglia costituiscono la migliore terapia per il sorriso più genuino del pianeta, quello dei bambini

 

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